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La risposta alla domanda “Come fare storytelling” è sicuramente fatta di tecniche e metodo. Conta molto di più, però, l’emozione che proviamo quando capiamo cosa dà senso alla nostra realtà. E le storie servono proprio a questo.

 

Cos’è lo storytelling
Lo storytelling è l’arte di dare senso alla realtà
Lo storytelling per fare pubblicità?
Come utilizzare lo storytelling d’impresa?
Le emozioni sono la bussola per il buon storytelling

Tutti ne parlano, ma come fare storytelling non è una domanda così banale perché nasconde una verità un po’ diversa da ciò a cui siamo abituati. Tecniche, metodi, libri, teorie sono strumenti importanti che dobbiamo tenere presente e da cui non si può prescindere. Ma – c’è un ma – l’ingrediente che determina la riuscita o meno dello storytelling è più effimero, fugace, difficile da definire.

Come fare, dunque, storytelling anche per le aziende, ovvero l’ambito più complicato dove innestare delle storie? La ricetta è tanto semplice quanto non scontata: far emozionare dando senso a ciò che viviamo. E non è vero che è facile! Non basta la tecnica, è necessaria una doppia disponibilità: quella dello storyteller a cercare e individuare la storia e quella dell’azienda ad accoglierla e lasciarsi coinvolgere da essa.

Cos’è lo storytelling

Lo storytelling è l’arte di sapere raccontare una storia. Lo storyteller è la persona che sa raccontare una storia in modo coinvolgente, con un ritmo capace di esaltarne le caratteristiche e toccando i tasti giusti in base al pubblico che ha davanti.

Una volta erano i cantastorie che passavano di paese in paese e portavano le notizie – delle specie di antichi giornalisti, oppure i bardi della tradizione inglese che esaltavano le gesta di re e cavalieri – comunicatori spesso pagati per fare personal branding. Gli stessi pittori del rinascimento finanziati da nobili e mecenati avevano il compito di raccontare la storia per costruire l’immagine di una persona potente.

Raccontare è sempre stato il frutto di talento e predisposizione di alcuni, ma come tutte le arti è anche il risultato di studio e dell’applicazione di tecniche ben precise. Ne sono un esempio il classico “L’eroe dai mille volti” di Joseph Campbell fino alla sua traduzione operativa de “Il viaggio dell’eroe” di Chris Vogler, nato come dispensa per addetti ai lavori all’interno della Disney. E poi tantissimi altri testi dallo “Story” di Robert McKee fino a testi molto specifici orientati alla comunicazione aziendale, alla politica, al mondo no profit, ai social, ecc.

Tecniche, trucchi, metodi, scorciatoie e garanzie per raggiungere un buon lavoro. La strada dello storytelling è sempre più ricca e questo non può che inorgoglire chiunque creda in questo strumento e nel sua enorme potere di muovere le persone. Il cuore dello storytelling, però, è un altro.

Lo storytelling è l’arte di dare senso alla realtà

Perché lo storytelling è uno strumento così potente? Fa leva su una caratteristica umana: tutti noi amiamo le storie perché prendono gli elementi della realtà che abbiamo intorno e li combinano insieme per dargli senso. Un senso superiore, che mette in ordine la realtà davanti ai nostri occhi.

È questa la soddisfazione vera che ci regalano le storie, il premio che riceviamo quando arriviamo in fondo. È come un puzzle in cui pezzi scomposti vengono messi insieme in una serie ben precisa, logica, sensata.

Alla fine si forma un disegno, spesso inaspettato, che ci spiega in modo evidente perché siamo qui e perché accadono certi avvenimenti piuttosto che altri.
Le storie ci aiutano a dare senso della vita. 

È per questo che ci attraggono: se usiamo una storia per fornire delle informazioni o promuovere un progetto stiamo trasmettendo il disegno che fa capire il perché questo è importante per le persone. E, quindi, fornendo gli strumenti emotivi affinché il pubblico possa sentirsi partecipe di questo disegno.

Una storia funziona perché ci rassicura: un motivo c’è, siamo qui per qualcosa, quello che facciamo non è vano, la nostra vita e il nostro lavoro contribuiscono a migliorare il mondo.

Lo storytelling per fare pubblicità?

Si può usare l’arte di raccontare storie – uno strumento così raffinato! – per fare della pubblicità, ovvero una banale tecnica di vendita? Certo che si può! Anzi si deve. Fare impresa non è da meno dell’arte perché, esattamente come pittura, scultura, scrittura e musica, contribuisce ad arricchire il mondo.

Chi avvia un’azienda o inizia un nuovo progetto ha uno scopo e fa sempre parte di una storia da raccontare in cui qualcun altro si può ritrovare.

Come fare, quindi, storytelling? Certamente utilizzando le tecniche che vengono spiegate nei tantissimi libri e corsi disponibili sul web, informandosi e cercando il materiale presente. Soprattutto, però, mettendosi in gioco.

L’idea di base deve essere quella che l’impresa o il prodotto fanno parte di una storia:

l’impresa o il prodotto sono il protagonista o l’oggetto magico della storia e hanno un compito da svolgere per raggiungere il loro scopo.

Proviamo a completare i campi. Guardati da fuori mentre lavori e conduci le tue attività quotidiane e immagina di far parte di una storia:

  1. Sei il protagonista: chi sei? cosa fai?
  2. Qual è il tuo scopo? Qual è il tuo fine ultimo?
  3. Quale mostro devi combattere? Quale ostacolo devi risolvere?
  4. Qual è l’oggetto magico che ti aiuta ad arrivare all’obiettivo? O il tuo alleato? Qual è la  formula segreta che utilizzi solo tu?

In questa lista di domande trovi tutti gli ingredienti classici del marketing e della comunicazione:

  1. La tua identità profonda
  2. La tua mission
  3. Il problema che risolvi
  4. Il come lo risolvi

Non è necessario costruire un romanzo, è sufficiente immaginarsi all’interno di un grande viaggio a volte lungo quanto la nostra vita. Tutti compiamo questo viaggio – il famoso viaggio dell’eroe – solo che spesso non ce ne accorgiamo proprio perché lo stiamo vivendo. Siamo immersi dentro questo percorso ma non lo vediamo, non siamo consapevoli che c’è sempre un fil rouge che ci guida nelle nostre azioni. Spesso capita che solo dopo aver conquistato una meta ci guardiamo indietro e ci rendiamo conto di aver compiuto l’impresa, ovvero di far parte di una storia.

Il vero talento dello storyteller non è scrivere bene – questo si impara! – bensì vedere la storia.

Come utilizzare lo storytelling d’impresa?

Una volta che capiamo a quale storia la nostra azienda, impresa od organizzazione appartiene accade una magia: il puzzle si compone e ogni pezzo diventa un tassello da raccontare. In parole concrete, ci accorgiamo che ogni singola attività che compiamo, o che avviene nel nostro ambiente, diventa un dettaglio da trasmettere al nostro pubblico.

Qui entrano tecnica e metodo. Una volta che ci rendiamo conto della nostra storia possiamo raccontarla in tutti i nostri canali:

  1. Sito web
  2. Blog
  3. Social network
  4. Firma della mail
  5. Video
  6. Interviste
  7. Payoff e claim mirati
  8. Company profile
  9. Allestimenti di stand, negozi, fiere, ecc
  10. Comunicazione pubblicitaria
  11. Comunicazione di prodotto
  12. Libri e documenti di approfondimento
  13. Anche il nostro modo di vestire diventa parte del viaggio

Ogni gesto rinforza la nostra storia, la rende credibile e rassicurante. È un messaggio che dice:  “Questo è il mio viaggio, non ci sono ambiguità perché io ho una missione da compiere. Se vuoi puoi unirti a me con fiducia”. Una volta che è emerso il senso di ciò che facciamo grazie all’identificazione della storia, ogni attività si ri-orienta verso lo scopo e assume una nuova prospettiva.

L’impresa ha un perché che va oltre l’aspetto economico o di crescita:

ha un obiettivo più alto e, di conseguenza, si posiziona oltre il mercato. Esce dalla gara con i competitor e gioca un campionato con la vita.

La prospettiva cambia radicalmente, e di colpo ci rendiamo conto di essere qui per qualcosa di più grande.

Le emozioni sono la bussola per il buon storytelling 

Qui arriva la domanda più difficile: come capiamo che stiamo facendo uno storytelling che funziona? Come verificare se la storia che abbiamo individuato è veramente il nostro viaggio e non è solo il frutto di meccanismi narrativi di cui conosciamo l’efficacia?

La risposta è semplice:

se ti emoziona è la tua storia.

Una storia che ti appartiene è qualcosa che ti stringe la pancia, che ti blocca il respiro per un attimo, è come un colpo di fulmine, un innamoramento che non ti spieghi. Non è neppure necessario chiedersi perché ci emoziona – lo scopriremo lungo il viaggio ed è possibile che sia così personale non lo vorremo dire a nessuno.

Tra i tanti manuali, tecniche, corsi, metodi e dati da analizzare per capire la direzione giusta e incrementare le vendite, c’è un elemento totalmente irrazionale ma che è capace di muovere le montagne:

un’emozione forte è una calamita.

Un imprenditore o un leader entusiasta della sua storia e del perché si illumina, cammina più in alto degli altri e irradia intorno a sé ricchezza ed energia. Gli altri – quelli senza una storia – seguiranno senza neppure chiedersi il motivo di questo fascino. Quando siamo convinti di noi stessi diventiamo capaci di qualsiasi cosa e sprigioniamo magia:

la nostra storia è il migliore booster per il fatturato della nostra azienda.

Cerca la storia che ti emoziona e troverai la tua strada.

Credi che lo storytelling sia utile, ma non riesci a trovare la tua storia?

Ti posso aiutare a capire qual è la tua storia e fare un progetto di storytelling integrato: scrivimi ora.

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